Pubblicato su La Gazzetta della Martesana del 27 settembre 2025
«Melzo Incontra è durato troppo poco!»: così ha detto un bambino a mamma e maestra. Che cosa ha visto questo piccolo per dire così? E noi, che cosa abbiamo visto? La quarta edizione di Melzo Incontra è stato un germogliare, a mio giudizio, di tanti semi gettati in precedenza nel contesto educativo oratoriano. Mi preme mettere in luce quattro aspetti di questo sviluppo:
Un primo tratto è l’allargamento dei confini. Si sono allargati i confini territoriali alla zona della Martesana, con la collaborazione col decanato e altre realtà; si sono allargati i confini del cuore (unità di ragione e sentimento) sia verso la profondità delle domande della nostra anima, sia verso gli orizzonti del mondo che abitiamo con le sue tremende contraddizioni; si sono allargati i confini delle relazioni nel coinvolgimento di tante realtà istituzionali e associative e nello stabilirsi di una “rete di sostegno” che ha permesso ai giovani, motore della manifestazione, di sentirsi stimati e incoraggiati nell’opera che vanno costruendo.
Un secondo aspetto, non scontato, è stata la qualità degli interventi, delle testimonianze, degli spettacoli e delle proposte che hanno trovato apprezzamenti da parte di tutti coloro che sono intervenuti. Sono stati incontri che sono entrati nel vivo della nostra umanità, che hanno parlato di questioni ben più grandi di noi, ma mostrandone il nesso con la nostra storia personale. È la questione decisiva: cosa c’entra con noi quello che accade nel mondo? Come incide su di noi la cultura dominante e come possiamo vivere davvero andando oltre l’incertezza che troppo spesso sembra l’unica, passiva e rassegnata risposta? Tutto è stato un tentativo, riuscito, di offrire una via e di indicare una compagnia con la quale si può fare la strada insieme.
Da qui il terzo punto: abbiamo fatto esperienza di un popolo radunato, mosso e trainato dai bambini e dai giovani, aiutato nel suo ritrovarsi da un’ambientazione bella, semplice e curata nei dettagli. Gli eventi dedicati ai bambini e ai ragazzi hanno portato molti a vivere l’esperienza dell’incontro gratuito ad un tavolo, dove si è potuto finalmente ritrovarsi per raccontare la vita e condividere le proprie impressioni su quanto si è visto e ascoltato alla mostra o all’ultimo evento.
Al termine dell’ultima sera è accaduto quanto ci permette di individuare il quarto aspetto: i ragazzi adolescenti cantavano e ballavano nell’“arena” in cortile, dopo essersi resi disponibili per i vari servizi lungo tutta la settimana. E pur di stare ancora insieme e di non lasciare l’oratorio, hanno iniziato a smontare le varie installazioni e a riordinare tutto insieme ai giovani e agli adulti presenti. Ecco il quarto tratto di Melzo Incontra: è l’esperienza di un luogo che diventa familiare e fa diventare familiari con persone e realtà ora lì radunate, ora lì raccontate.
Forse Melzo Incontra è davvero durato troppo poco oppure, forse, non è mai finito, perché continua nell’esperienza della Comunità cristiana, di quel popolo “originale” che prolunga nella storia, per ogni uomo e donna, la presenza di Gesù Cristo, morto e risorto – e quindi vivo! –, il quale allarga i confini, tocca in modo sorprendente la nostra umanità, raduna nel Suo popolo, ci fa diventare tutto familiare e ci rende familiari tra noi. Questa Comunità, per quanto fatta di gente scalcagnata, è la strada offerta a tutti per sperimentare la pienezza della vita, della gioia, della pace.


